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Teresa Molinaro

Fotografia e Astronomia 

Le Costellazioni dei Gemelli e del Cane Maggiore illuminano il cielo di Febbraio

12-02-2022 11:23

Teresa Molinaro

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Le Costellazioni dei Gemelli e del Cane Maggiore illuminano il cielo di Febbraio

I Gemelli e il Cane Maggiore grandi protagonisti nel cielo di febbraio

Il mese di febbraio ci offre ancora un’ampia panoramica sulle costellazioni invernali che occupano la volta celeste con i loro astri dominanti.

Già dalla prima serata è ben visibile il leggendario cacciatore Orione, fiammeggiante al suo fianco l’occhio rosso del Toro (la stella Aldebaran), presenti inoltre Auriga e i Gemelli che con le stelle Castore e Polluce ci accompagnano per tutta la notte, splendono alti in direzione Sud-Ovest e tramontando infine poco prima dell’alba.

La costellazione boreale dei Gemelli transita al meridiano proprio nel mese di febbraio (il giorno 20) ed è protagonista di questo periodo invernale con le sue stelle principali Castore e Polluce, che rappresentano le teste dei due gemelli zodiacali.

Castore, con magnitudine 1,6 distante circa 52 anni luce da noi, anche se indicata come α Geminorum è in realtà meno luminosa della “gemella” con cui si accompagna.

Inoltre l’astro è in realtà composto da 3 coppie di stelle aventi una complessa interazione gravitazionale tra loro.

Polluce (β Geminorum) è una gigante di colore arancione avente magnitudine 1,15 e situata a circa 34 anni luce da noi, classificandola così come la gigante a noi più vicina.

Un po’ controversa è la classificazione delle due stelle alfa e beta della costellazione: benché Polluce sia più brillante – tanto da occupare il 17° posto nella lista delle 20 stelle più luminose del cielo notturno – come già anticipato, è Castore la stella alfa della costellazione.

Gemelli diversi stando alle loro sostanziali differenze e considerando i 10 anni luce che li separano.

 

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Fin dalla mitologia è sempre Castore ad essere nominato prima di Polluce e anche l’autore del primo atlante celeste, Johann Bayer, decise di assegnare il ruolo di stella alfa dei Gemelli proprio a Castore, “rifilando” così il posto di stella beta a Polluce, eterno secondo tra i due fratelli.

Ma Polluce in realtà è secondo solo sulla carta; il gemello dello Zodiaco, oltre a essere rivestito di maggior luce, si è preso nel tempo le sue rivincite: si tratta infatti di una delle poche stelle visibili attorno a cui ruota un pianeta.

Circa dieci anni fa infatti è stato scoperto un pianeta gigante gassoso simile a Giove, che compie un’orbita completa attorno alla sua stella in 590 giorni, a cui è stato dato il nome di Polluce b.

Nella costellazione dei Gemelli si trovano anche altre stelle molto più luminose di Castore e Polluce, ma più distanti quindi meno brillaneti, come Alhena e Mebsuta.

La prima è una stella subgigante bianca di magnitudine 1,93 distante 105 anni luce da noi; la seconda è una supergigante gialla di magnitudine assoluta – 4,15 distante circa 903 anni luce da noi.

Nella costellazione sono collocati degli oggetti celesti non stellari: stiamo parlando dell’ammasso aperto M35, gli ammassi aperti IC 2157 e NGC 2158 e la bellissima Nebulosa Medusa (IC 443), un resto di supernova esploso in un periodo tra i 3.000 e i 30.000 anni fa.

Attraverso l’impiego di un buon telescopio e camera di ripresa, questi oggetti possono essere osservati e fotografati anche da astrofili appassionati del cielo profondo: già con un binocolo M35 può essere individuato come l’ammasso più brillante della costellazione dei Gemelli, composto da circa 250 stelle.

Utilizzando invece un telescopio, ai nostri occhi si rivelerà un maggior numero di stelle.

Interessante soggetto per gli astrofotografi è sicuramente la Nebulosa Medusa, che si rivela agli appassionati attraverso il telescopio e a un lavoro di post produzione necessario, come sempre in astrofotografia, per definirne tutti i dettagli.

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I due gemelli per antonomasia sono protagonisti di varie pagine di mitologia greca: al centro delle vicende c’è sempre Zeus, il padre degli dei e inguaribile seduttore.

Quando una donna diventava oggetto delle sue brame, Zeus era disposto a tutto e spesso ricorreva al metodo delle metamorfosi in animali.

Avendo perso la testa per Leda, nipote di Ares e regina di Sparta, si trasformò in cigno e la possedette mentre la giovane donna passeggiava sulle rive del fiume; dall’uovo concepito (anzi, presumibilmente due uova) vennero alla luce quattro bambini, ma poiché Leda quella stessa notte giacque con suo marito il re Tindaro, non v’è certezza sulla reale paternità e quindi divinità dei gemelli.

Furono così attribuiti a Zeus i gemelli immortali Polluce ed Elena (di Troia), mentre Tindaro assunse la mortale paternità di Castore e Clitennestra.

Nonostante questa assegnazione, Castore e Polluce furono appellati sia come Dioscuri (cioè figli di Zeus) sia come Tindaridi (figli di Tindaro).

Castore era un grande domatore di cavalli, mentre Polluce era un pugile formidabile.

Entrambi nutrivano un forte sentimento fraterno l’uno per l’altro ed erano inseparabili: sempre insieme presero anche parte alla famosa spedizione degli Argonauti e, tra le tante avventure, sfidarono persino Teseo.

Ma ci furono degli eventi fatali che li videro coinvolti a un’altra coppia di gemelli, per storie di donne e bestiame: i fratelli Ida e Linceo.

In un duello fu Castore ad avere la peggio e Polluce, unico sopravvissuto, dilaniato dal dolore per la morte del suo amato fratello, implorò suo padre Zeus affinché potesse lasciare la Terra insieme a lui.

Zeus, impietosito, concesse quindi a Polluce di poter condividere con Castore un abbraccio eterno impresso sul manto celeste nell’omonima costellazione.

 

Un’altra menzione d’onore nel cielo di febbraio, è per la costellazione del Cane Maggiore (Canis Major) con la sua scintillante stella alfa: Sirio.

Questa costellazione si accompagna al Cane Minore ed entrambi rappresentano i due fedeli cani da caccia che seguono Orione.

Nonostante si tratti di una costellazione poco appariscente, il Cane Maggiore è facilmente individuabile partendo dalla cintura di Orione e tracciando una linea verso Sud-Est che conduce direttamente a Sirio.

Questo astro, insieme a Betelgeuse e Procione, vanno a costituire i vertici del Triangolo Invernale.

Mirzam, Adhara, Wezen, Aludra, Furud sono stelle blu e supergiganti blu che compongono la costellazione del Cane Maggiore che ci appaiono meno luminose rispetto alla stella alfa poiché più distanti.

Sirio si trova a soli 8,6 anni luce da noi e con il suo intenso bagliore bianco-azzurro, freddo e scintillante, e la sua magnitudine apparente di -1,47, illumina le notti dell’inverno boreale: Sirio è una stella bianca con una massa 2,1 volte quella del Sole e la sua luminosità è 25 volte superiore a quella della nostra stella.

L’astro è in realtà un sistema binario: attorno alla componente principale, Sirio A, orbita una nana bianca di nome Sirio B che compie una rivoluzione attorno alla componente primaria ogni 50 anni.

Osservare e immortalare Sirio B è un’impresa ardua ma non impossibile, a patto che si disponga di una buona attrezzatura e di tanta pazienza!

La difficoltà è data dalla importante luminosità della stella principale che prevarica sulla più debole componente secondaria e che quindi genera non pochi ostacoli al tentativo di isolare la nana bianca.

Trovandosi in una porzione di cielo attraversata dalla Via Lattea, la costellazione del Cane Maggiore ospita interessanti oggetti del campo profondo.

M41 è un ammasso aperto a più di 2000 anni luce dalla Terra e con una magnitudine di 4,5; in condizioni ottimali di visibilità e osservando sotto cieli bui e privi di inquinamento luminoso, l’oggetto può essere individuato anche ad occhio nudo, mentre osservando con un binocolo sarà possibile scorgere molte più stelle tra quelle che compongono l’ammasso.

Altri oggetti situati nella costellazione sono ammassi aperti, nebulose e galassie: con l’utilizzo di telescopi e tecniche fotografiche a lunghe esposizioni, è possibile catturare NGC 2362, NGC 2354, NGC 2359, la Nebulosa Gabbiano, le galassie interagenti NGC 2207 e IC 2163, le galassie NGC 2217 e NGC 2280 oltre alla Galassia Nana Ellittica del Cane Maggiore, una galassia satellite vicina alla Via Lattea.

 

Articolo di: Teresa Molinaro

https://www.coelum.com/appuntamenti/le-costellazioni-di-febbraio-2022

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